Encantado, la bottega che trasforma i vecchi giornali in opere d’arte

Carta di giornali, nastro adesivo, carta paglia, colla di farina e, ogni tanto, un pennello, un po’ di colore o qualche pastello. La fantasia per amalgamare tutto attraverso le mani, vero strumento del mestiere, e il gioco è fatto. Pochi elementi e una tecnica portata fino a Bologna dalla Sicilia è tutto ciò che basta a dare una seconda vita ai quotidiani del giorno prima e, allo stesso tempo, a lasciare incantati nell’entrare nella bottega d’arte di Laura Licandro e Davide Minaldi, un fazzoletto lungo e stretto dove luce e creatività non lasciano nemmeno un angolino libero. Coppia nel lavoro e nella vita, entrambi di Catania ma conosciutisi a Bologna, è dal 2011 che hanno deciso di unire le loro professionalità per dare corpo all’associazione culturale Encantado che, oltre ad avere come cuore pulsante questo atelier per creare e dare forma a personaggi fantasiosi, a marionette e a lanterne, è anche promotrice di laboratori per adulti e bambini, di percorsi di arteterapia con Laura e pure di uno spettacolo teatrale di marionette.

Un mondo di creazioni

Difficile quantificare quante siano le creazioni che rendono bella la loro bottega, arrampicate tra scaffali, mensole e tavoli o, ancora, appese al soffitto; ma quel che è certo è che di giornali ne servono parecchi. Il rifornimento è continuo: «Sono i residenti dei dintorni a portarci i quotidiani già letti che, altrimenti, verrebbero buttati via – racconta Laura –. Un signore è diventato quasi un punto di riferimento per la raccolta, per poi recapitarceli in bottega».

Alla carta sono approdati dopo un periodo di lavorazione con l’argilla, «ma è stato un pretesto per arrivare ai miei personaggi – precisa Davide –, però posso di certo individuare dei maestri: i mondi di Tim Burton, di Modigliani e di Picasso mi hanno sempre affascinato. Non ho mai cercato di copiare la loro arte però, a favore di un mio stile personale».

Sculture, lanterne, bajour

Il bello di questa tecnica è anche quella parte di non-tecnica fatta di attesa. Affinché ogni elemento mantenga la propria posizione e tutto risulti asciutto c’è infatti bisogno di tempo, di ore di stasi che non possono essere annullate. «In base alle dimensioni della creazione sono necessari tre o quattro giorni per vederla conclusa», aggiunge Davide, talvolta per vederla accesa. Alcune sono infatti delle lanterne o delle bajour, sculture illuminate dalla forma di musicisti, circensi, librai, viaggiatori. O anche da realizzare su commissione. Ed è con questa stessa tecnica che i due artisti realizzano, grazie a una collaborazione con la Cineteca, anche numerosi premi da consegnare ai vincitori delle rassegne cinematografiche e, anni fa, con cui Davide ha dato forma a un’installazione alta quasi tre metri per il locale di allora di Laura: «Ci siamo conosciuti lì – racconta Davide – ed è per questo che ancora oggi questa creatura è quella alla quale sono più affezionato». Ora si trova all’ingresso della bottega, con le mani “fuse” a una colonna. Una pietra miliare di tutto il loro percorso, ma anche scrigno di infinite storie e segreti. Di loro deve sapere davvero tutto.