La Relazione di Counselling

Il Gestalt Counselling ha cambiato la mia vita. Mi ha permesso di distruggere tutto quanto era consolidato dentro di me fino a quel momento per potere avere la possibilità di creare di nuovo.

Essere pronta a rimettere tutto in gioco e permettermi di sentire questo come un’opportunità e non come un fallimento, ha cambiato profondamente la mia consapevolezza e il mio modo di stare al mondo.

Nella mia esperienza personale, fatta di anni di formazione prima di tutto come persona, e che continua sempre, ho sperimentato in questo la forza che si instaura nella relazione terapeuta-paziente nel Counselling.

Attraverso questa relazione ho recuperato me: sentendomi ascoltata empaticamente, quindi senza giudizio ma con partecipazione, ho potuto andare a cercare i miei desideri e i miei bisogni e ho visto e ho trovato il coraggio di mettere in atto il mio potenziale creativo, scoprendo che i miei blocchi ci sono e fanno parte del processo, oltre che della vita. E questo è infinitamente consolante.

Ho trovato il coraggio di spingermi oltre i miei soliti schemi, di voler buttar via la maschera. Spingermi verso un modo di amare che significa accettarsi e lasciarsi liberi. Anche qui gettando via il copione e buttandomi nell’incertezza del nuovo, che poi altro non è che la nostra essenza, la nostra verità. Andare laddove non puoi fare a meno di andare perché noi siamo questi e non saremo mai questi altri.

La motivazione principale, quella che parte da dentro, è il desiderio di recuperare noi stessi e la nostra capacità di accettarci e ascoltarci, poiché l’ascolto esiste innanzitutto come momento per sè stessi e solo dopo in rapporto all’altro.

Se non so capirmi, sentirmi, non posso neanche immaginare di interessarmi ed entrare nell’universo dell’altro per comprenderlo.
Se sono me stessa e sono in grado di ascoltarmi e sapere cosa è buono per me, posso dare qualcosa di buono anche agli altri.

Concentrandoci dunque sull’ascolto e sulla consapevolezza interna che ne deriva, è possibile recuperare la capacità di avere relazioni piacevoli, senza soffocare o sentirsi soffocati, senza aver bisogno di dominare o vincere o fuggire, provando a trovare quell’esperienza che ci porta in equilibrio fra il bisogno di solitudine e il desiderio di contatto.
Tracciando la via per raggiungere un’intimità reale con gli altri e lasciandosi ispirare da nuovi modelli interni, è possibile recuperare la possibilità di essere autentici.
Presupposto fondamentale è quello di mettersi in gioco, sapendo che abbiamo tante resistenze a mostrarci e a mostrare i nostri conflitti interni, ma il conflitto in realtà è la strada maestra che ci mostra le differenze e ci permette di accogliere una visione creativa e più aperta.
Così come l’errore: sbagliare e accogliere la possibilità di farlo, ci permette di cercare nuove strade senza nessuna ansia da prestazione.

La relazione di counseling mi ha insegnato ad aiutarmi e ad aiutare.

Da qui parte la cura, dal momento in cui credi di essere persa, senza i soliti punti di riferimento, ma poi arriva la voglia di cambiamenti, piccoli, quotidiani, nel  rapporto di coppia, con i  figli, con i genitori, nel modo di stare in relazione con gli altri in generale.

Io mi sono data il premesso di essere una compagna, una mamma , una figlia e una donna a modo mio.

Laura Licandro